S
SCHERMI
SEGMENTAZIONE DEL MERCATO
SISTEMA INFOPRMATIVO DI MARKETING
SPONSORIZZAZIONI
SPORTELLO UNICO PER LE ATTIVITÀ PRODUTTIVE
STAFF
START-UP
STAKEHOLDER
SUSSIDIARIETÀ
SVILUPPO RURALE
SVILUPPO SOSTENIBILE
SCHERMI
Nelle statistiche culturali si considerano gli schermi cinematografici attivi per più di 60 giorni l'anno.
SEGMENTAZIONE DEL MERCATO
Processo di selezione che porta al frazionamento di un vasto mercato di consumatori in segmenti, ovvero -gruppi di persone che possiedono una percezione simile di un bisogno, delle sue caratteristiche e delle motivazioni che a questi si accompagnano, diversa da quella degli altri gruppi di consumatori, che li porta a sviluppare un comportamento omogeneo nella soluzione del problema rappresentato dal bisogno; (Vescovi, 1996).
SISTEMA INFOPRMATIVO DI MARKETING
È una struttura di persone, procedure e attrezzature che si propone di riunire, selezionare, analizzare, valutare e distribuire in tempo utile informazioni pertinenti e valide, provenienti da fonti interne ed esterne all'impresa e destinate a fungere da base alle decisioni di marketing (Kotler 1990).
Ogni comunicazione per mezzo della quale uno sponsor fornisca contrattualmente un finanziamento o un supporto di altro genere, al fine di associare positivamente la sua immagine, la sua identità, i suoi marchi, i suoi prodotti o servizi ad un evento, un'attività, un'organizzazione o una persona da lui sponsorizzata (Codice delle sponsorizzazioni (Camera di commercio internazionale).
SPORTELLO UNICO PER LE ATTIVITÀ PRODUTTIVE
Lo Sportello Unico è lo strumento attraverso il quale vengono unificate, in un solo procedimento, tutte le autorizzazioni necessarie per la realizzazione o l'avvio di imprese per la produzione di beni e servizi.
Il DPR 447 del 20 ottobre 1998 (Regolamento di semplificazione dei procedimenti di autorizzazione concernenti gli impianti produttivi) ha previsto che i Comuni debbano provvederealla realizzazione della struttura dello Sportello Unico e alla nomina del Responsabile Unico dei procedimenti affidati.
Gli obiettivi che la Disciplina dello Sportello Unico persegue sono: 1) semplificazione e accelerazione delle procedure amministrative; 2) trasparenza dell'azione amministrativa; 3) promozione attiva di un razionale sviluppo economico locale, anche attraverso la diffusione di informazioni, disponibili a livello locale, concernenti le attività promozionali e di assistenza tecnica di interesse delle imprese.
STAFF
Gruppo di persone facenti parte con diverse professionalità e modalità contrattuali dell'organico dell'azienda.
START-UP
E' la fase di avvio di una impresa, corrispondente ai primi anni di vita della stessa.
STAKEHOLDER
Tutti quei soggetti che hanno un interesse nei confronti di un'organizzazione e che con il loro comportamento possono influenzarne l'attività.
SUSSIDIARIETÀ
Il principio di sussidiarietà è volto a garantire che le decisioni siano adottate il più vicino possibile al cittadino, verificando che l'azione da intraprendere a livello comunitario sia giustificata rispetto alle possibilità offerte dall'azione a livello nazionale, regionale o locale. Concretamente ciò significa che nei settori che non sono di sua esclusiva competenza l'Unione interviene soltanto quando la sua azione è considerata più efficace di quella intrapresa a livello nazionale, regionale o locale. Il principio di sussidiarietà è strettamente connesso ai principi di proporzionalità e di necessità, secondo cui l'azione dell'Unione non può andare al di là di quanto necessario per il raggiungimento degli obiettivi del trattato.
Il Consiglio europeo di Edimburgo del dicembre 1992 ha stabilito gli elementi fondamentali della nozione di sussidiarietà nonché gli orientamenti per l'interpretazione dell'articolo 5 che accoglie la sussidiarietà nel trattato sull'Unione europea. Le conclusioni del Consiglio sono state inserite in una dichiarazione che costituisce ancora oggi un testo essenziale in materia di principio di sussidiarietà.
Con il trattato di Amsterdam l'impostazione che scaturisce dalla dichiarazione anzidetta è stata accolta in un protocollo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, allegato al trattato che istituisce la Comunità europea. Questo protocollo introduce, tra l'altro, l'analisi sistematica dell'impatto delle proposte legislative sul principio di sussidiarietà, e il ricorso, ove possibile, alle misure comunitarie meno vincolanti.
La Costituzione europea, in via di ratifica, prevede di rafforzare il principio di sussidiarietà, in particolare facendo obbligo alle istituzioni di tenere informati i parlamenti nazionali per tutta la procedura legislativa. L'instaurazione, inoltre, di un meccanismo di "allarme tempestivo"sul rispetto del principio di sussidiarietà consentirà ai parlamenti nazionali di chiedere alla Commissione di riesaminare una proposta legislativa qualora essi ritengano che la medesima violi il principio di sussidiarietà
SVILUPPO RURALE
Lo sviluppo rurale è strettamente connesso alla politica agricola comune (PAC) e alle misure di sostegno all'occupazione. Le misure e gli strumenti giuridici dello sviluppo rurale, tradizionalmente frammentati, hanno sempre sofferto di una mancanza di coordinamento.
Per riportare coerenza in questa materia, l'Agenda 2000 ha avviato la riforma della PAC. Abbandonando l'obiettivo della produttività per concentrarsi appieno sulla qualità e la sicurezza, la riforma ha consentito di rafforzare le misure di sviluppo rurale e di riunirle in un quadro regolamentare unico. Lo sviluppo rurale, unitamente al sostegno ai mercati agricoli, diventa così il secondo pilastro della PAC.
La politica di sviluppo rurale si avvale di una dotazione di circa 50 miliardi di euro per il periodo 2000-2006. A seconda del contesto regionale, la gestione della dotazione spetta alla sezione Garanzia oppure alla sezione Orientamento del FEAOG, uno dei quattro Fondi strutturali. Il FEAOG attua una politica integrata di sviluppo rurale sostenibile che garantisce un maggiore coordinamento con la politica dei prezzi e dei mercati della PAC. Consente, inoltre, agli operatori locali di uno stesso territorio rurale di riunirsi attorno ad una strategia integrata di sviluppo locale.
Lo sviluppo rurale persegue le seguenti finalità:
- l'ammodernamento delle aziende agricole;
- la sicurezza e la qualità dei prodotti alimentari;
- redditi equi e stabili per gli agricoltori;
- la presa in considerazione delle sfide ambientali;
- lo sviluppo di attività complementari o alternative, creatrici di posti di lavoro, per contenere l'esodo rurale e rafforzare il tessuto economico e sociale delle zone rurali;
- il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro e le pari opportunità.
Le misure di sviluppo rurale che rispondono a questi obiettivi sono suddivise in due categorie:
- le misure di accompagnamento della riforma della PAC del 1992: prepensionamento, misure agroambientali e imboschimento, regime specifico per le zone svantaggiate;
- le misure di ammodernamento e di diversificazione delle aziende agricole.
La riforma intermedia della PAC nel 2003 rafforza la complementarità tra i due pilastri e il trasferimento di fondi dal primo al secondo pilastro. Il prossimo periodo di programmazione finanziaria (2007-2013), si concentrerà poi su tre grandi obiettivi: competitività del settore agricolo e della silvicoltura, ambiente e gestione dello spazio rurale, diversificazione delle attività economiche. Lo sviluppo rurale si inserirà in un unico quadro finanziario e di programmazione. Le strategie nazionali riposeranno su orientamenti comunitari di cui andrà dimostrata la complementarità con la politica di coesione economica, sociale e territoriale.
SVILUPPO SOSTENIBILE
Il concetto di sviluppo sostenibile fa riferimento ad una crescita economica atta a soddisfare le esigenze in termini di benessere delle nostre società, a breve, medio e soprattutto lungo termine, secondo l'idea che lo sviluppo deve rispondere alle esigenze del presente senza compromettere le prospettive di crescita delle generazioni future.
Il principio dell'integrazione della dimensione ambientale nella definizione e attuazione delle altre politiche, essenziale per conseguire lo sviluppo sostenibile, è stato confermato nel trattato di Maastricht.
Nel 1998, il vertice di Cardiff ha posto le basi di un'azione coordinata sul piano comunitario per integrare la dimensione ambientale. La Commissione ha quindi presentato varie comunicazioni concernenti l'integrazione dell'ambiente in politiche come l'energia, i trasporti, l'agricoltura, il mercato interno, lo sviluppo, l'industria, la pesca e la politica economica. Alcune configurazioni del Consiglio hanno anche presentato strategie di integrazione dell'ambiente nelle politiche di loro competenza.
Nel maggio 2001 è stata adottata una strategia dell'Unione europea a favore dello sviluppo sostenibile alla quale la partnership mondiale per lo sviluppo sostenibile, adottata dalla Commissione nel 2002, ha apportato una dimensione esterna.
Al Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg (agosto-settembre 2002) sono stati approvati nuovi obiettivi, programmi di lavoro e calendari concernenti l'acqua, le risorse ittiche, gli oceani, i prodotti chimici, la biodiversità, l'energia, la produzione e il consumo sostenibili e strategie di sviluppo sostenibile. In questo contesto l'Unione si è impegnata a conseguire obiettivi che vanno oltre quelli fissati a Johannesburg.
Con l'entrata in carica della nuova Commissione europea, nel novembre del 2004, l'Unione ha deciso di procedere a una revisione della strategia per lo sviluppo sostenibile per tener conto dei numerosi cambiamenti verificatisi dalla sua adozione nel 2001.

