Cultura
Convenzione europea del paesaggio
Il Congresso dei poteri locali e regionali d'Europa (Cplre) ha preso l'iniziativa di definire un progetto di Convenzione europea del paesaggio, per contrastare la tendenza, in atto, all'omologazione, quando non addirittura, all'estinzione dei paesaggi europei.
Il Cplre valuta infatti come determinante il ruolo del paesaggio nel rafforzamento delle identità regionali come pure della qualità di relazione tra i cittadini ed il loro territorio oggi sicuramente identificabile nel paesaggio.
Tale convenzione costituisce, nelle intenzioni dei suoi proponenti, la risposta destinata a colmare un vuoto giuridico dovuto all'assenza, su scala europea, di un riferimento specifico e completo interamente dedicato alla conservazione, alla gestione e alla valorizzazione dei paesaggi europei.
Le iniziative esistenti hanno spesso una portata geografica limitata, sono rivolte verso aspetti parziali della problematica paesaggistica o la affrontano nell'ambito della protezione e della gestione di altri interessi territoriali.
Il campo di applicazione della Convenzione europea del paesaggio riguarderà l'insieme dei paesaggi europei, non limitandosi agli aspetti culturali o artificiali o agli elementi naturali del paesaggio ma il complesso di questi elementi e delle relazioni fra di essi.
Il compito principale della "Convenzione sulla protezione del patrimonio culturale e naturale mondiale" approvata dalla Conferenza generale dell'UNESCO nel novembre del 1972, è selezionare e conservare il patrimonio mondiale di valore universale, attraverso la stesura di una lista di siti culturali e naturali (Lista del Patrimonio Mondiale) di eccezionale valore ed interesse.
In tale attività natura e cultura sono complementari: l'identità culturale è ed è stata forgiata dall'ambiente naturale dove i popoli vivono; i monumenti culturali e i siti naturali possono essere minacciati dagli stessi fattori di degrado.
Nonostante questa definizione del patrimonio proposta dalla Convenzione abbia aperto prospettive innovatrici per la protezione dei paesaggi, è solo nel dicembre del 1992 che il Comitato del patrimonio mondiale ha adottato nuovi criteri negli orientamenti per l'applicazione della convenzione, attraverso l'individuazione di tre categorie di paesaggi culturali:
- il paesaggio chiaramente definito, concepito e creato intenzionalmente dall'uomo che comprende i giardini e i parchi;
- il paesaggio evolutivo, risultante da un'esigenza sociale, economica, amministrativa e/o religiosa che ha raggiunto la sua forma attuale associandosi e adeguandosi al suo ambiente naturale. Esso è diviso in due categorie: il paesaggio vestigia (o fossile), il cui processo evolutivo è stato interrotto ad un determinato momento, e il paesaggio vivo che conserva un ruolo sociale attivo nella società contemporanea, strettamente associato al modo di vivere tradizionale e in cui il processo evolutivo continua;
- il paesaggio culturale associativo elencato sulla Lista del patrimonio mondiale per l'intensità dei fenomeni religiosi, artistici o culturali con gli elementi naturali.
L'Italia ha recepito la Convenzione sul Patrimonio Mondiale dell'UNESCO con la legge n. 184 del 1987, impegnandosi a conservare i siti individuati sul proprio territorio.

