Linee guida trasporto pubblico provinciale
Il Piano di bacino provinciale, propedeutico al Piano regionale dei trasporti, dovrà individuare: i bacini provinciali (punto di riferimento per la scelta del vettore privato con bando di gara) e i bacini di traffico ai fini dell'organizzazione delle unità di rete; i criteri di classificazione e di priorità dei servizi; la loro riorganizzazione all'interno della programmazione regionale.
In linea generale è prevista la riorganizzazione del sistema dei trasporti nell'ottica di una rete integrata ferro-gomma e il trasferimento alle Province della delega ai trasporti. '
L'80% dei teramani, per spostarsi, usa l'auto privata.
La priorità di Regione e Provincia, quindi, è quella di aumentare il numero degli utenti che viaggiano su rotaia e che utilizzano il servizio pubblico per diminuire il numero delle autovetture private su strada. Per aumentare il numero delle corse ferroviarie sulla tratta Teramo-Giulianova è necessario prevedere almeno uno snodo di scambio con doppio binario a Bellante; le stazioni dovranno essere arricchite con i parcheggi per consentire agli utenti di lasciare la macchina e prendere il treno. Infine, sempre per quanto riguarda la ferrovia, è indispensabile che la metropolitana di superficie copra tutta le rete provinciale e arrivi, quindi fino a Martinsicuro.
Lo studio del Piano provincialesi muove su diverse direttrici.
Nell'ambito territoriale emergono alcuni centri che assumono un ruolo strategico nella distribuzione dei flussi della mobilità provinciale e sovraprovinciale. L'analisi sullo stato attuale si è concentrata su tali centri, definiti "poli"e selezionati sulla base di due criteri. Il primo criterio è stato quello socio-economico: sono stati selezionati quei comuni che il PRIT della regione Abruzzo ha individuato con un indice di importanza calcolato sulla base di tre indicatori: popolazione scolastica, addetti, posti letto ospedalieri.
Si è poi adottato un criterio puramente trasportistico: sono stati selezionati tutti i comuni che, indipendentemente dall'indice di importanza riportato, fossero stati riconosciuti dal Piano regionale quali direttrici di scambio su gomma.
Le maggiori criticità rilevate riguardano l'assenza di integrazione tra servizi extraurbani e servizi urbani o ferroviari; la bassa capillarità del servizio rispetto a poli di attrazione di carattere sovracomunale; la scarsa qualità delle strutture di informazione alle fermate. Per quanto riguarda il trasporto su gomma, la parola d'ordine è razionalizzare. Le problematiche collegate al numero delle corse e agli orari sono strettamente connesse con orari e e modalità di erogazione degli altri servizi pubblici: scuola, sanità, uffici amministrativi.
Altro obiettivo del Piano Provinciale quello di assicurare linee di trasporto a servizio delle aree industriali in maniera da ridurre l'utilizzo dell'autovettura privata da parte delle migliaia di lavoratori che ogni giorno e per due volte al giorno, si mettono in macchina per raggiungere il posto di lavoro.

