20 Aprile 2005 - Il rapporto di Legambiente
Anche l'ambiente paga un prezzo alla stagnazione economica e al declino del paese, uanto emerge da "Ambiente Italia 2005" di Legambiente, l'annuale rapporto sullo stato di salute del Paese curato dall'Istituto di ricerche Ambiente Italia e pubblicato da Edizioni Ambiente. Senza un forte investimento in innovazione si allontana anche la prospettiva di riconvertire ecologicamente produzione e consumi. Di assoluta evidenza il caso energia: il 16 febbraio 2005 ntrato in vigore il protocollo di Kyoto e il nostro Paese n drammatico ritardo rispetto all'obiettivo di riduzione delle emissioni di anidride carbonica.
Una discrescita, quella fotografata da Legambiente, che ripropone le distorsioni di una economia vecchia (il carbone ottocentesco, i combustibili fossili, l'assenza di efficienza energetica, la mobilituasi monomodale, il 61% delle ferrovie ancora a binario unico), "incapace di cambiare pelle, di innovarsi, di diventare competitiva nello scenario globale".
Uno dei dati pioccupanti uello dell'urbanizzazione del territorio che roseguita nel corso degli anni ’90 in cui la crescita tata del 6%, concentrata soprattutto in aree industriali, grandi vie di trasporto (+11%), cave e discariche (+10% sul 1990). I picchi sono in Lombardia (10,4% di territorio costruito) e in Veneto (7,7%). Le aree con la maggiore crescita negli anni '90 sono Sardegna (+21%), Friuli e Calabria. Nel 2003 si nterrotto anche quel forte processo di riduzione dell’abusivismo che aveva portato l'illegalital 29,5% del 1994 (ultimo condono del primo governo Berlusconi) all'11,9% del 2002. In valore assoluto le costruzioni abusive sono risalite a 40mila unitari a circa 5,5 milioni di mq e al 15,9% del totale delle costruzioni.
Complessivamente nell'ultimo decennio i consumi energetici sono cresciuti del 15%, leggermente meno della crescita economica nello stesso periodo (18%). L'Italia ha anzi perso uno dei suoi pochi primati di efficienza, quello dell'intensitnergetica: in oltre 10 anni dal 1991 al 2002 i consumi di energia per uniti Pil sono scesi nel nostro Paese di appena il 6%, nell'Ue a 15 sono calati del doppio. Una politica di utilizzo di fonti energetiche tradizionali e non rinnovabili ha aumentato notevolmente le emissioni di gas serra nel 2003. L'andamento dell'Italia pposto a quello degli altri grandi paesi europei Germania, Gran Bretagna, Francia che riducono o stabilizzano le loro emissioni avvicinando o addirittura superando gli obiettivi di Kyoto.
Nel corso di questo decennio si onsolidato il dominio del trasporto su gomma (+43% pari al 77% del totale) mentre stazionarie sono mobilitu rotaia (-5% sul 2001, +12% sul 1993) e cabotaggio (+7% sul 2001, +2% sul 1993). Tra i grandi paesi europei l'Italia uello che presenta il massimo squilibrio a favore del trasporto su gomma e a pivata quantitrocapite di mobilitotorizzata: 15.200 km/ab annui, +22% sulla media europea, +44% rispetto alla Germania.
La medaglia perstra anche un’altra faccia. Dove si untato sulla coppia innovazione-ambiente i risultati sono arrivati: lo sviluppo della raccolta differenziata e della capaciti trattamento tecnologica dei rifiuti ha fatto decrescere (dal 67% del 2000 al 44% del 2003) la quantiti spazzatura abbandonata in discarica, generando (anche se quasi esclusivamente al nord) un sistema piionale, piiciente economicamente, con un maggior tasso di occupazione; il fenomeno dell'agriturismo ndato acquisendo rilevanza sempre maggiore sia per il settore agricolo che per quello turistico; l'Italia l Paese europeo a pia concentrazione di prodotti tipici con 145 Dop e Igp pari al 21% dei riconoscimenti comunitari e anche il luogo dove, da soli, Colosseo, Pompei e Uffizi attirano circa sette milioni di turisti l'anno.
Il sistema nazionale della natura protetta, con 777 aree, interessa il 10% del territorio e coinvolge il 22% dei comuni, gran parte dei quali al di sotto dei 5mila abitanti. Negli ultimissimi anni perapos;espansione dei parchi allentata. La superficie boschiva nel periodo 1985-2003 umentata di un ottimo 21,3%. E numeri interamente positivi sono quelli legati alla diffusione della certificazione ambientale. Il tasso di crescita della Iso 14001 empre positivo (+48% nel 2004), il gap dell'Italia in questo campo rispetto ai partner europei ompletamente colmato. In Italia si pufine parlare di vero e proprio boom nella vendita di prodotti del commercio equo e solidale: il fatturato complessivo delle sei principali centrali d'importazione i triplicato negli ultimi tre anni e la quantitenduta uadruplicata tra 2002 e 2003.
(Fonte: Forum del Terzo settore)

