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Crisi delle aree interne? Il turismo in bicicletta può aiutare la rinascita

Risale ad alcuni giorni fa l’ennesimo appello delle zone montane alle istituzioni affinchè si intervenga per evitare la crisi che, da decenni, attanaglia le zone interne provocandone lo spopolamento ed il degrado. Eppure tanti progetti sono stati portati avanti, negli anni, proprio per la rinascita di tali aree, con investimenti di ingenti somme di denaro pubblico, con risultati, però, che nel migliore dei casi sono riusciti solo a creare momentanei benefici.

Ferma restando la necessità di un coordinamento della progettualità e delle azioni dei vari Enti, il CCiclAT – Coordinamento Ciclabili Abruzzo Teramano (di cui ITACA è membro)  – segnala che, da subito, con pochissimi investimenti, sarebbe possibile creare occasioni di sviluppo che non prevedano faraoniche opere, spesso inutili, ma che assicurerebbero un ritorno economico immediato per le zone montane e le zone interne in generale. Parliamo del turismo in bicicletta, pratica che in altri paesi europei, e ultimamente in alcune regioni del nord Italia, muove un’economia di milioni di euro con investimenti minimi, che possono limitarsi nella sistemazione di percorsi esistenti, nel posizionamento di idonea segnaletica, e nella realizzazione di itinerari turistici fruibili da ciclisti ma anche da semplici escursionisti e amanti di discipline quali il trekking, il nordic walking, l’ippica, ecc.

I nostri territori, per bellezza e tradizioni storiche, gastronomiche, religiose e culturali, ben si prestano ad un turismo che, da anni, fatica ad affermarsi non per la mancanza di appassionati (che, nonostante tutto, affollano i nostri territori) ma per l’assenza delle strutture minime che possano agevolare tale tipologia di viaggiatori. Le strutture ricettive esistenti, e quelle che nascerebbero grazie all’incremento di turisti, dovrebbero adottare pochi accorgimenti per venire incontro alle necessità dei bikers: strutture per il ricovero dei mezzi, lavanderie rapide, cartografia chiara, menù dedicati, ecc. L’aumentare del flusso di utenti, poi, farebbe il resto, con l’incremento di punti ricettivi, percorsi dedicati, itinerari a tema, ecc. La corposa rete di agriturismi, ma anche hotel, ostelli, bed and breakfast, ecc., presenti nella regione ben si presterebbe ad accogliere i turisti in bicicletta, che troverebbero l’appoggio per escursioni nelle nostre campagne, nelle splendide colline abruzzesi e nei maestosi monti dell’appennino. Occorre solo coordinarsi ed offrire ai cicloturisti i servizi di cui hanno bisogno. Quindi, continua il CCiclAT, non servono opere costose e spesso inutili, all’inseguimento di un turismo montano esclusivamente legato alla neve (sempre meno presente), ma occorre che Enti e Associazioni guardino ad esperienze già in corso. Il nostro territorio merita di essere valorizzato, ma nel rispetto delle sue peculiarità e ricchezze.

CCiclAT

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