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Nasce l'autodromo del Gran Sasso

È stato presentato venerdì 7 maggio 2010 dalla società San Mauro, il progetto dell’“Autodromo del Gran Sasso”, il circuito che sorgerà a Montorio al Vomano. Oltre 4mila metri complessivi di percorso, curve e saliscendi per quello che è stato già ribattezzato “adrenaline circuit” per le emozioni che è in grado di regalare ai piloti che lo percorrono. Presentiamo l’iniziativa e forniamo alcuni elementi preliminari di riflessione sull’impatto del progetto.

Il progetto

La società promotrice San Mauro è composta da un ristretto numero di imprenditori teramani che operano nei settori: immobiliare, consulenza contabile, alimentare, petrolifero, pubblicità stradale.

L’impianto potrà ospitare fino a 30mila spettatori nei suoi 50 ettari complessivi, grazie ad un investimento iniziale di 25 milioni di euro che arriverà a creare fino a 600 nuovi posti di lavoro direttamente con il circuito.

L’“Autodromo del Gran Sasso” punta ad essere una struttura aperta 365 giorni all’anno, in grado di accogliere nei suoi paddock competizioni di alto livello come Superbike e F 3000.

Prevista, però, anche la possibilità di ospitare anche appuntamenti importanti per le scuderie, come i test utili a provare le soluzioni in vista delle gare del campionato di Moto Gp o Formula 1.

Il tracciato, disegnato dall’ingegnere Adamo Leonzio, ha dei saliscendi (con pendenze in salita fino al 9% e in discesa fino al 7%) e delle varianti che permetteranno, infatti, di dare indicazioni ai tecnici nelle fasi di messa a punto. Secondo le indicazioni fornite, grande attenzione è stata dedicata anche alle problematiche ambientali, con l’ingegnere Carlo Taraschi che ha ridotto al minimo l’impatto sonoro ed ha creato una struttura quasi autosufficiente dal punto di vista dei consumi energetici con l’ausilio di pannelli fotovoltaici e l’installazione di un particolare tipo di asfalto.

Obiettivo della struttura è quello di attirare 500mila visitatori all’anno, creando così enormi benefici per l’economia del territorio. Per accogliere i tanti visitatori l’ingegnere Valter Cimini ha progettato una nuova viabilità pubblica di collegamento dei tratti presenti per una lunghezza complessiva di circa 3 km, con una larghezza complessiva di 6.50 metri, oltre alla banchina, al marciapiede e alla illuminazione.

Al vernissage dell’“Autodromo del Gran Sasso” erano presenti anche Vito Cicchetti, direttore generale vendite di Honda Italia e il pilota Andrea Caldarelli, vincitore della gara d’esordio in F3 e giovane promessa abruzzese dei motori, oltre a tutti i sindaci del territorio, che hanno espresso la propria soddisfazione per questa iniziativa che nei giorni scorsi ha lanciato anche un concorso per far conoscere agli studenti del territorio questa nuova realtà.

La competizione è riservata agli alunni delle scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di primo grado e agli studenti degli Istituti Tecnici, Turistici, Economici e del Liceo Artistico del comune di Montorio al Vomano e della città di Teramo che dovranno cimentarsi in diversi tipi di elaborati.

La premiazione si svolgerà a Montorio al Vomano in piazza Orsini il prossimo 5 giugno, nel corso di una cerimonia pubblica, durante la quale verrà anche allestita una mostra con tutti gli elaborati prodotti.

L’impatto: un autodromo promuove lo sviluppo locale

Un recente  studio condotto sull’autodromo del Mugello ci consente di effettuare alcune valutazioni preliminari. Gli ambiti in cui i rapporti tra il Circuito e la società locale si sono sviluppati e possono essere ancora intensificati riguardano i due settori in cui l’indotto è più rilevante:

- quello dell’offerta ricettiva e di somministrazione;

- quello della gestione di servizi accessori alle attività motoristiche e di attrazione (assistenza alle attività di pista, parcheggi, assistenza ai visitatori, etc.) che coinvolge in modo rilevante anche il tessuto associazionistico locale.

La dimensione dell’impatto per questi servizi e quindi la visibilità degli effetti positivi dell’Autodromo sotto l’aspetto geografico sembrano però essere limitati al comune che ospita l’autodromo (Scarperia nel caso del Mugello) e di quelli limitrofi nel caso di manifestazioni importanti (un parametro da questo punto di vista è rappresentato dai centri che distano dalla sede del circuito - Montorio nel nostro caso -  fino a  30 minuti di percorrenza).  Complessivamente l’impatto economico del Circuito del Mugello sul territorio locale è stimabile in circa 22,7 milioni di Euro e porta a ricadute occupazionali quantificabili in 33.000 giornate/uomo equivalenti al lavoro svolto da 120 addetti a tempo pieno. Va però tenuto conto che il Mugello ospita manifestazioni che probabilmente l’autodromo del Gran Sasso non potrà ospitare.

I dati mostrano anche come non esista una relazione diretta tra visite culturali e svolgimento delle manifestazioni nel Circuito. Anzi, in certi casi (vedi periodo del Moto GP o dei principali eventi) il rapporto è inverso, cioè i visitatori “culturali” diminuiscono, probabilmente consigliati, dalla possibile confusione, a scegliere periodi più tranquilli. Ciò è comprensibile considerando che gli utilizzatori e gli spettatori del Circuito, generalmente non sono tra coloro che visitano i luoghi culturali del territorio. Possiamo quindi concludere che l’impatto di tipo culturale sembrerebbe, in mancanza di iniziative ad hoc, praticamente nullo.

Dal punto di vista ambientale occorre tenere presente elementi quali la produzione di rifiuti, il consumo di territorio, la rumorosità delle attività che si svolgono all’interno del circuito. Dalla relazione in questione si ricava che l’attività motoristica dell’Autodromo del Mugello non provoca, nella maggior parte delle posizioni, sia vicine che lontane dall’Autodromo, il superamento dei limiti diurni imposti dalla classificazione acustica comunale né, tantomeno, il limite di 70 dB(A), fissato per la fascia diurna dal DPR 304/01 . Per concludere bisogna far presente la notevole variabilità del disturbo da rumore secondo le diverse condizioni meteorologiche. Infatti la propagazione è molto influenzata senz’altro dallo stato termico del terreno e dell’atmosfera e specialmente dalla direzione del vento.

 

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